Grido verso Roma (Garcia Lorca)

Postato in Paola Turci da Paola il Ottobre 23rd, 2008

Mele leggermente ferite da sottili spadini d’argento
nuvole strappate da una mano di corallo che porta sul dorso una mandorla di fuoco
pesci di arsenico come squali
squali come gocce di pianto per accecare una folla
rose che feriscono
e aghi installati nei tubi del sangue
mondi nemici e amori ricoperti di vermi
cadranno su di te. Cadranno sulla grande cupola
che unge d’olio le lingue militari
dove un uomo orina su una splendente colomba
e sputa su carbone masticato
circondato da migliaia di campanelli.

Perchè non c’è più chi divida il pane e il vino
nè chi coltivi erbe nella bocca del morto
nè chi apra i lini del riposo
nè chi pianga per le ferite degli elefanti
Non c’è altro che un milione di fabbri
che forgiano catene per i bambini che verranno.
Non c’è altro che un milione di falegnami
che fanno bare senza croce.
Non c’è altro che un affollarsi di lamenti
che si aprono le vesti in attesa del proiettile.
L’uomo che disprezza la colomba doveva parlare
doveva urlare nudo fra le colonne
e farsi un’iniezione per prendere la lebbra
e piangere un pianto talmente terribile
da sciogliere i suoi anelli e i suoi telefoni di diamante.
Ma l’uomo vestito di bianco
ignora i misteri della spiga
ignora il gemito della partoriente
ignora che Cristo può dare ancora acqua
ignora che la moneta brucia il bacio prodigioso
e da il sangue dell’anello al becco idiota del fagiano.
I maestri indicano ai bambini
una luce meravigliosa che viene dal monte;
ma quel che giunge è un raduno di cloache
dove urlano le oscure ninfe del colera:
I maestri indicano con devozione le enormi cupole suffumicate;
ma sotto le statue non c’è amore,
non c’è amore sotto gli occhi di cristallo definitivo:
L’amore sta nelle carni lacerate della sete,
nella capanna minuscola che combatte con l’inondazione;
l’amore sta nei fossi dove combattono le serpi della fame,
nel triste mare che culla i cadaveri dei gabbiani
e nello scurissimo bacio pungente sotto i guangiali.
Ma il vecchio dalle mani trasparenti
dirà: amore, amore, amore,
acclamato da milioni di moribondi;
dirà: amore, amore, amore,
fra i drappi frementi di tenerezza;
dirà: pace, pace,  pace,
fra il brivido dei coltelli e meloni di dinamite;
dirà: amore, amore, amore,
finchè le labbra gli diventeranno d’argento.
Intanto, intanto, ahi!, intanto,
i negri che portano via le sputacchiere,
i ragazzi che tremano sotto il terrore pallido dei direttori,
le donne affogate in olii minerali,
la folla di martello, di violino o di nuvola,
dovrà gridare anche se le romperanno la testa contro il muro,
dovrà gridare di fronte alle cupole,
dovrà gridare pazza di fuoco,
dovrà gridare pazza di neve,
dovrà gridare con la testa piena di escremento,
dovrà gridare come tutte le notti insieme,
dovrà gridare con voce così straziata
finchè le città non tremino come bambine
e spezzino le prigioni dell’olio e della musica.
Perchè vogliamo il nostro pane quotidiano,
fiore d’ontano e perenne tenerezza sgranata,
perchè vogliamo che si compia la volontà della Terra
che dà i suoi frutti per tutti.

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  1. Ottobre 23rd, 2008 alle 08:11
    stefanias ha scritto,

    :-) :-( ?-(

    tre emozioni diverse ma sempre tali. sorprende la lettura.

  2. Ottobre 23rd, 2008 alle 09:10
    piccola.smemo ha scritto,

    (Garcia Lorca)

    Ti vedrò?
    Non ti vedrò?

    A me importa
    soltanto il tuo amore.

    Hai sempre il riso di allora
    e quel cuore?

  3. Ottobre 23rd, 2008 alle 11:38
    Steffy ha scritto,

    In qualche modo c’entrano sempre le nuvole! hihi

    “nuvole strappate da una mano di corallo che porta sul dorso una mandorla di fuoco” Questa frase è magnifica, sono attonita!

    Ciao ;)

  4. Ottobre 23rd, 2008 alle 14:07
    elettrodo ha scritto,

    Grazie..,l’ho letta ascoltando la tua voce…

    ATTUALISSIMA….

  5. Ottobre 23rd, 2008 alle 14:52
    ALCHI ha scritto,

    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta! (Ernesto Che Guevara)

    Tutti a Roma, Roma libera!

  6. Ottobre 23rd, 2008 alle 16:45
    piccola.smemo ha scritto,

    …e continuano ad avere sempre quel sorriso in faccia…quel sorriso da perfetti idioti…

  7. Ottobre 23rd, 2008 alle 19:27
    randagia ha scritto,

    Ciao Paola come stai? Cosa stai facendo? Mi piacerebbe sapere… Un bacio.

  8. Ottobre 23rd, 2008 alle 23:42
    gabbianella ha scritto,

    grazie grazie e ancora grazie

    la folla dovrà gridare…nonostante tutto….
    e lo faremo…..con pace e per amore

  9. Ottobre 24th, 2008 alle 01:04
    Ezra ha scritto,

    …nella notte lo guidano le stelle
    forte il cuor e il braccio nel colpir

    E se ci coglie la crudele morte
    dura vendetta fara dal partigian
    ormai sicura è già la dura sorte
    del fascista vile traditor !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  10. Ottobre 24th, 2008 alle 11:20
    Anna75 ha scritto,

    Grazie Paola…dimostri ancora una volta la tua sensibilità!

  11. Ottobre 24th, 2008 alle 12:25
    Marianna (misunderstood) ha scritto,

    son quasi senza parole… e in testa mi risuona amore, amore, amore…

    ti esprimi con l arte e questo è bellissimo… grazie… :)

  12. Ottobre 27th, 2008 alle 21:27
    parisienne ha scritto,

    è bellissima…grazie.

  13. Ottobre 30th, 2008 alle 18:23
    elio gordo ha scritto,

    non si può più vivere senza poesia e senza musica. tu sei maggggica perché ci dai poesia + musica + emozioni + stimoli

  14. Novembre 4th, 2008 alle 20:59
    andreay ha scritto,

    Cara Paola,
    mi rammarica molto l’idea che le poche parole che scrivi su questo blog abbiano una risonanza così impercettibile. I “grazie e i sei magnifica” sono sinceramente retorici e improduttivi. Volevi uno scambio di idee? o altro?.
    Le idee si condividono sempre e solo quando chi esprime qualcosa sta alla larga da emulazione e da venerazione.
    Ascoltare un brano musicale o leggere una poesia di G. Lorca e dire solo grazie è sinceramente spiacevole….

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