O non Guccini?

Postato in Paola Turci da Paola il Gennaio 27th, 2007

alla fine niente Guccini.. peccato.. se qualcuno però c’è stato e ha voglia di raccontare io leggo volentieri..

Alla fine della serata mi ha fatto piacere ascoltare il dj set di Flavia Lazzarini al Rialto. Tanta gente fuori ad aspettare e dentro a ballare. E con Flavia sempre tanta ottima musica (la trovate anche su my space!)

baci notturni

Guccini

Postato in Paola Turci da Paola il Gennaio 26th, 2007

Sto andando a vedere il concerto di Francesco Guccini . E’ la mia prima volta (un’altra?!) che lo vedo dal vivo e ora che ci penso è uno dei pochissimi cantanti, forse l’unico, che non ho avuto (ancora) il piacere di incontrare .

 Guccini lo ascoltavo quando ero piccola e lo ricantavo con i miei amici durante l’estate. Avevo undici anni e cominciavo a strimpellare la chitarra che per magia mi rivelava gli accordi giusti (o almeno mi parevano) di tutte le canzoni che mi piaceva cantare. Del suo repertorio cantavo “l’avvelenata” e “la locomotiva” e allora quei testi mi sembravano dei papiri:  dovevo metterci molto impegno nell’imparare tutte le parole per bene.. non come le canzoni di Gino Paoli (che belle però.. “che cosa c’è” o “senza fine”… le ho sempre amate) o Battisti….

E quindi stasera vado a vedere questo concerto. vi farò sapere. Baci a tutti

La prima volta

Postato in Paola Turci da Paola il Gennaio 15th, 2007

La prima volta fu dietro le quinte del teatro Ariston, aspettavo il mio turno, tranquilla come una persona che aspetta il suo turno che so, per acquistare i biglietti al cinema.. non mi ero ancora messa davanti ad una telecamera se non alle prove, sempre nello stesso teatro, nei giorni precedenti: le telecamere erano piazzate ma sembravano oggetti senza vita e senza uno scopo. Non ci badai. Piuttosto venni colpita dalla maestosità del palcoscenico,dalla grandezza della platea, dalla quantità di persone che si muovevano sopra e sotto senza fermarsi. Ne conclusi che probabilmente tutto, come quelle telecamere enormi posiizionate come spie davanti a dove ti avevano ordinato di metterti, tutto avesse un senso ma che facevo meglio a galleggiare nella mia incoscenza e nel mio stupore e a non saperne di più..

Isomma come dicevo aspettavo il mio turno, tranquila. Ero posizionata centralmente rispetto al palco e davanti a me avevo una scala che saliva e che poi sapevo sarebbe scesa. Tutto si svolgeva davanti e “maledetta primavera”, la mitica Loretta Goggi, stava intrattenendo il pubblico durante il cambio palco (che allora consisteva nel cambiare giusto un’asta col microfono, visto che cantavamo su delle basi, sfigatissime basi) quindi da dove ero io il suono veniva solo di rimando, tutto ovattato. Sento a un certo punto un fruscio stavolta nitido, presente. E non lontano. Proveniva dalla mia parte destra e me lo ricordo giuro come fosse ieri. Mi volto ma c’è penombra e non vedo niente.. no.. aspetta.. cos’è quella roba lì?.. e quanto è alta?? ce l’ho ancora davanti gli occhi.. Non ebbi il tempo di dire una parola (ma sapevo che non mi sarebbe uscita fuori nemmeno un’ acca) che venni presa e stretta per un braccio da un angelo tutto bianco con delle ali alte circa due metri e con la voce di donna!! era tutta completamente bianca, o almeno così mi era proprio sembrata. capelli bianchi, anche il viso era tutto bianco. vestito bianco, avrà avuto venti metri di tacco o forse era alta così di suo (e poi io vedo tutti alti!). Mi disse “in bocca al lupo” con una dolcezza che non ho dimenticato. Solo che da quel momento mi prese una tale paura che cominciai a tremare come una foglia e quella paura mi accompagnò su e poi giù per le scale e poi sul palco e poi entrò dentro la voce, negli occhi nel mio sguardo e nelle mie (allora) poche certezze. Il disastro dentro di me fu immediato e duraturo fin quando non capii che quella paura aveva in realtà generato in me un’emozione, si, di quelle che ti fanno combinare solo guai, ma pur sempre un’emozione, che col tempo (non senza esperienza e sacrifici) si è trasformata in creatività, nutrimento, crescita, piacere. Quindi ringrazio quell’angelo che invece di custodire ha svegliato il torpore dei miei ventanni con dolcezza e fermezza (un angelo, poi.. Era solo quella matta di Donatella Rettore!)

 

 

Mix

Postato in Paola Turci da Paola il Gennaio 4th, 2007

le prove i concerti il capodanno gli aerei le risate la musica il vino (il rum!) tanto tempo a disposizione neanche il tempo di fare le prove la macchina il libro da finire i racconti le telefonate i messaggi il freddo la voglia di cioccolata gli autogrill i simboli massonici (gazzè) il mi dilungo spesso su un solo argomento voler partire voler restare fare una carezza a una persona dolce giocare a dama aspettare che arrivi un nuovo giorno non correre troppo non c’è tempo c’è il tempo giusto picasso a venezia l’arte di vivere l’arte di amare